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01.07.15 - DOPO IL TORNEO EXPO 2015
pessimi risultati ma ...



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO "COACH" TEDOLDI
[email protected]




Il torneo Expo 2015 di Milano del 20-28 giugno è stato il peggiore della mia carriera. Se si guardano le classifiche il mio nome compare all’ultimo posto della sezione Regionale (visibile al link: http://www.expomilanchessmove.it/risultati-appaiamenti/) con 1,5 punti complessivi maturati con il grosso aiuto del bye, da me maltrattato all’ultimo turno. Altrimenti avrei realizzato soltanto mezzo punto in 6 partite.
Ma naturalmente, oltre ai risultati, ci sono le considerazioni che questi generano. E lì le cose non mi sono sembrate (così tanto) negative. In sintesi: ho perso 2 partite perché gli avversari si sono dimostrati più forti (Giovanni Longo, Elo 1693 a fronte del mio 1548, e Pietro Cautiero, Elo 1657), ho pareggiato con Pasquale De Sena (Elo Italia 1500), e perso per colpa mia con Luigi Rigotti (Elo 1513), Filippo Maria Bonci (Eo Italia 1437) e Leonardo Magri (Elo 1662). Quando dico che ho perso «per colpa mia» potrei sembrare presuntuoso, visto il trend, e poco rispettoso della qualità degli avversari. Ma il punto è che le ultime 3 sconfitte sono venute a causa di miei errori devastanti. Uno a partita, ma fatto in maniera quasi chirurgica per provocare il disastro ineluttabile.
Ciò mi fa pensare che la causa non sia tecnica, bensì emotiva. In qualche modo arrivo nella condizione (tipicamente tra la 3ª e la 4ª ora di gioco) di accontentarmi del lavoro fatto e dispiacermi del dispiacere che infliggerei all’avversario sconfiggendolo e così faccio la cappella sesquipedale che fa perdere me.
Forse entra in gioco una certa abitudine mentale da istruttore che ho maturato negli ultimi anni: il gusto non sta tanto nel fatto che vinca io quanto che migliorino i miei allievi. Perché quando poi analizzo insieme ai miei avversari, cappella a parte, si scopre che avevamo visto tutto alla pari oppure avevo visto più io. Nello specifico di questo torneo, per esempio, ho avuto una interessante discussione con il mio ultimo avversario, Magri, pure lui inglesista come me; in partita, giocando io da bianco, lo avevo travolto fino alla cappella.

Per quanto riguarda l’analisi concreta delle mie partite rimando a un prossimo capitolo dell’Operazione Tedoldi. Prima metto al lavoro il mio allenatore di silicio, Komodo 6, da poco reso gratuito dal team di programmatori a seguito del rilascio sul mercato della versione 9.2. Secondo le classifiche del CCCRL di Ray Banks, la sua performance Elo si aggira intorno ai 3070 punti, cioè circa 60 punti più forte rispetto al mio precedente allenatore, Critter 1.6a. Non i più quotati software contemporanei, ma comunque sempre delle belle bestie (utili soprattutto se si riesce a capire cosa calcolano).
Ma va detto che questo è l’anno, da quando ho avviato l’Operazione Tedoldi, in cui ho pianificato più tornei. Nelle prossime settimane prevedo di partecipare a Bergamo (17-19 luglio) Crema e Liscate. E forse, prima della fine dell’anno, qualche altro torneo. Se vinco dispiacerà agli avversari, d’altra parte se perdo dispiace a me. Si può uscire da questo cortocircuito emotivo, mi pare, puntando sulla qualità del gioco. Se gioco meglio, vinco e contemporaneamente insegno. Dovrò riuscirci.

Questo per quanto riguarda me.
Per quel che riguarda il torneo, invece, ci sono state luci e ombre. Tra le ombre, il fatto che era previsto su 4 livelli, ma poi ridotto a 3 per mancanza di iscritti di peso. Il vincitore della sezione International, Salvador Roland, era anche l’unico GM presente. Inoltre il totale degli iscritti, 48, è stato al di sotto delle previsioni (e dei preiscritti, che avevano superato la sessantina).
Tra le luci, i tornei di contorno, in particolare quelli che hanno visto la presenza dei ragazzi. La prima domenica di torneo, il 21 giugno, gli under 16 presenti erano circa 200.
Ok, era la 1ª edizione del torneo, e tanti giocatori, soprattutto milanesi non erano ancora abituati. Ma una location come la Fabbrica del vapore di via Procaccini, con la sua «cattedrale» tutta a disposizione, è veramente notevole. Un bello spazio di cui approfittare.
Poi siamo in Italia, i politici non capiscono che gli scacchi possono essere un veicolo promozionale importante, le aziende non capiscono che possono sponsorizzare i tornei a costi irrisori rispetto ad altri sport come il calcio, i mass media non aiutano perché sono, nello specifico, ignoranti, la Federazione gestisce in maniera incerta un megacampione come Fabiano Caruana (che proprio sabato 27 giugno, penultimo giorno della kermesse milanese, ha iniziato a Dortmund il suo primo torneo sotto le insegne statunitensi) gli scacchisti tesserati non aumentano come numero da anni, e anche quando sono tesserati ufficialmente non partecipano ai tornei... ecc.
Insomma, questa era un po’ l’atmosfera che si respirava, i discorsi che si facevano nei momenti lasciati liberi dall’agonismo. Sembrano le solite cose, le solite parole. Ma intanto l’anno scorso questo torneo non c’era. Quest’anno si è fatto. Qualcosa si muove, mi pare.


Caravaggio, Luglio 2015








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2015-07-01 (453 letture)

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