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10.02.15 - IL PROVINCIALE BERGAMASCO
dei punti paradossali...



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO "COACH" TEDOLDI
[email protected]





Al termine del 66° Campionato Provinciale Bergamasco disputato tra il 17 e il 25 gennaio scorsi ho guadagnato rating Elo. E siccome non succedeva dal 2009 che aumentassi il mio rating in un torneo, dovrei essere contento. Però ho avuto una prestazione di parecchio inferiore ai 1539 punti Elo di cui ero accreditato all’inizio. E ciò è quantomeno paradossale – come un gatto quantistico che non si sa se è vivo o morto prima di guardarlo, e l’incertezza rimane anche dopo averlo guardato con cura.
Vediamo se riesco a spiegarmi un po’ meglio (e magari a spiegare qualche arzigogolo delle classifiche scacchistiche).
Il torneo era su 6 turni, e io complessivamente ho avuto un bilancio di 1 partita vinta, 2 pareggiate e 3 perse. Il rating Elo medio dei miei avversari è stato di 1573, e quindi avrei dovuto ottenere 2,77 punti. Ne ho ottenuti 2, ovvero 0,77 meno del previsto. Ciò significa che ho giocato a un livello Elo di 1448, cioè 91 in meno di quanto era il punteggio atteso. E quindi com’è stato possibile che io abbia guadagnato rating?
La spiegazione è che, delle 6 partite complessive, soltanto 3 le ho disputate con giocatori dotati di rating internazionale: Aldo Oteri (Elo 1782), Domenico Acunzo (Elo 1697) e Luca Attuati (Elo 1498). Il loro rating medio era di 1659, 120 più del mio, e con loro ho ottenuto la metà dei punti, cioè 1,5 su 3. Da lì proviene il mio guadagno – che in termini di Elo è di 9 punti: dopo il 1° marzo, quando ci sarà la prossima revisione delle liste internazionali, mi sarà riconosciuto il nuovo rating di 1548 Elo.
Le altre 3 partite le ho giocate con giocatori il cui rating era italiano, non internazionale: Giovanni Asperti (Elo 1422), Nicolò Tiraboschi (Elo 1440) e Luca Cattoni (Elo 1598), e con loro ho ottenuto complessivamente 0,5 punti su 3. Ma il motivo per cui non avevano rating internazionale è che sono dei quasi esordienti nei tornei ufficiali della Federazione Scacchistica. Il livello del loro gioco, però, è molto superiore. Non è che io mi sia messo a fare il Robin Hood, prendendo punti ai forti per redistribuirli ai deboli. Io ho giocato sempre al mio livello, anzi un pochino meglio. Sono loro che sono in prepotente ascesa, e tra pochi mesi si ritroveranno con un rating di 200-300 punti superiore rispetto a quello che hanno adesso. Le discrepanze sono dovute ai tempi tecnici che servono ai calcoli statistici per adeguarsi alla realtà.
Questa, perlomeno, è la storia che raccontano i freddi numeri. La storia che ho letto attraverso le mie sensazioni personali è stata più confusa.
In 6 partite ho commesso 1 solo errore devastante, del tipo: «Guido muove e fa la porcata peggiore possibile che demolisce la posizione in un attimo e fa perdere la partita». È avvenuto nella partita con Cattoni, quando nel momento cruciale del mediogioco ho elaborato un sottilissimo piano per aggredire l’arrocco avversario... e ho messo in presa un Cavallo, cui sarebbe seguita la perdita della Donna per evitare il matto, ma poi il matto sarebbe venuto lo stesso.
In un’altra partita, quella con Tiraboschi, ho giocato per 19 mosse pensando di avere la situazione sotto controllo. Poi lui ha pensato per 40 minuti il da farsi e ha visto una manovra di Donna che demoliva il mio angolo destro. Sono rimasto sulla scacchiera altre 6 mosse, ma era un progressivo scivolare nel baratro. Quando passerò la partita al computer vedrò se avevo qualche risorsa, ma a livello umano Tiraboschi mi ha surclassato.
In una terza partita, quella con Acunzo, mi sono infilato in una disfida tattica degna d’altri tempi, in cui ho dato un Cavallo speculando sul fatto che non fosse propriamente un pezzo perso perché lui aveva a sua volta un Cavallo incastrato del tutto fuori dal fulcro del gioco. Senonché non ho sfruttato rapidamente la posizione, per cui progressivamente il suo Cavallo è diventato attivo e, ehm, si è capito che il mio calcolo era sbagliato.
Le altre 3 partite, quelle che non ho perso, mi pare di averle giocate decentemente. Le lascerò decantare un po’ prima di studiarmele con l’assistenza del motore scacchistico Critter 1.6a, che è quello che mi pare più affidabile tra quelli che girano sul mio Mac. Troverete le analisi, a breve, tra i materiali di studio di treviglioScacchi.com.


Caravaggio, Febbraio 2015








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2015-02-13 (422 letture)

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