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05.08.14 - AGGIORNAMENTO
che mica è terminata, eh...



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO "COACH" TEDOLDI
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L’ultimo articolo che ho scritto per l’Operazione Tedoldi risale all'ottobre dello scorso anno. Da allora non ho smesso di giocare e di puntare alla realizzazione dell’impresa (che si sintetizza nello slogan: «Come può una schiappa quarantenne senza talento arrivare a superare la soglia dei 2000 punti Elo e conquistare la categoria di CM?»), però, invece di concentrarmi sul gioco ho provato a dirigere le mie energie in altre direzioni. Per esempio il lavoro di istruttore, con il mio primo ciclo rivolto non ai principianti bensì a persone che già conoscessero il gioco, e di giornalista scacchistico, con la partecipazione nell’ufficio stampa del torneo Acp Golden Classic che si è disputato a Bergamo dal 12 al 20 luglio scorso. Inoltre ho tentato di rendere più efficace il mio allenamento personale tramite l’analisi al computer di partite di «super super GM», cioè coloro che son oltre la soglia dei 2800 punti Elo.

Intendiamoci, non ho smesso completamente di giocare. Tra il dicembre 2013 e il maggio 2014 ho partecipato al ciclo di tornei del Campionato Sociale Trevigliese, e al Campionato Provinciale Bergamasco che si è disputato proprio qui a Treviglio. Tuttavia quei tornei non mi hanno fatto aumentare di una virgola il punteggio Elo. Il Campionato Provinciale l’ho cominciato a 1539 e terminato con lo stesso identico numero (così a naso è una specie di record mondiale); nel ciclo del Campionato Sociale ho avuto prestazioni praticamente in linea con il mio Elo.

Più soddisfazioni le ho raccolte insegnando. Nei primi mesi del 2014 ho svolto un ciclo di chiacchierate scacchistiche con Luigi Annichiarico, quattordicenne che già sapeva le regole degli scacchi e con cui ho trascorso una dozzina di ore a parlare del più e del meno scacchistico, ad analizzare partite, tra cui una giocata tra di noi (che sul campo ha vinto lui, e che pure nell’analizzarla ci ha visto di più...), e ad approfondire le cose che è meglio pensare o non pensare quando si affronta una partita. Poi lui ha partecipato, dal 18 al 20 luglio scorsi, all'Open Internazionale Città di Bergamo (il primo con avversari adulti della sua carriera) ed è arrivato 3° nella sezione Rising conquistando d’un balzo la categoria 2N con un elo di 1668 – 130 punti secchi più dei miei.
Intendiamoci: è stata tutta farina del suo sacco. Al Circolo di Treviglio avevamo la percezione che fosse più o meno già arrivato a quel livello lì – vedendolo giocare con Tiziano "la belva" Paravella e non perdere. Grazie ai suoi risultati io luccico un po’ di luce riflessa, e perlomeno con le mie chiacchiere non ho affossato sul nascere il suo talento.

Nello stesso torneo open di Bergamo, altri giocatori del Circolo trevigliese hanno ottenuto bei risultati. Fabio Maffeis ha vinto la sezione Rising, ottenendo la promozione alla categoria 3N (adesso ha 1548 punti Elo). Dario Rossetti ha pure lui conquistato la categoria 3N, con un aumento di 143 punti Elo in un solo torneo (adesso ne ha 1580). Bruno Silini e Paolo Ferrari hanno guadagnato rispettivamente 7 e 9 punti Elo. E vorrei citare anche Roberto Marangoni, che al torneo di Bergamo non ha partecipato ma sta continuando il suo percorso di cambiamento stilistico.
In qualità di coach, tutto ciò mi fa ben sperare per la squadra (o le squadre) che presenteremo come Circolo al prossimo Campionato Italiano. La Serie C, che quest’anno abbiamo solo sfiorato, è sempre più alla nostra portata. Per altro questa è una tappa che mi pareva prevedibile di un percorso iniziato alcuni anni fa, quando qui a Treviglio abbiamo cominciato a pianificare il campionato sociale non come un torneo unico bensì come un percorso a tappe, con 5 tornei a cadenza diversificata. L’idea era caldeggiata, tra gli altri, dal già citato Paravella, che pensava che i nostri soci giocassero poche partite e non maturassero così una consuetudine agonistica. Adesso il numero di partite «serie» che ognuno di noi può disputare  è di varie decine all’anno, e i miglioramenti si possono vedere. Il risultato sportivo non è tutto, certo, ma d’altra parte, nello sport come in molti altri ambiti della vita, è certo che solo il lavoro che si svolge (e come lo si svolge) facilita il conseguimento degli obiettivi prefissati.

Il mio lavoro personale di allenamento l’ho svolto perlopiù analizzando partite intere al computer. Per questo mi è stato funzionale il torneo Acp Golden Classic di Bergamo. Nella fase preparatoria, cioè nelle settimane precedenti, io e gli altri componenti dell’ufficio stampa (Monsieur le Secrétaire Maurizio Scarabelli, Giulia Russo e Dario Mione, con l’assistenza analitica di Lordste Stefano Ranfagni) abbiamo analizzato alcune partite eclatanti dei GM partecipanti al torneo, con lo scopo di pubblicarle da qualche parte... per il momento ancora ignota.
Gli strumenti tecnologici che ho usato sono stati gli stessi degli ultimi mesi: i software gratuiti Jose e Critter 1.6a e i database pubblici dei siti web ChessGames.com e Twic. Continuo a utilizzare Critter anche se i primi mesi del 2014 sono stati quelli del sorpasso effettuato da Stockfish ai danni degli altri motori scacchistici più popolari, Komodo e Houdini – come certificato dai risultati dei 2 tornei Tcec6, quello di scacchi ortodossi e il 960. Il motivo è che Stockfish, pur gratuito come Critter, mi pare essere stato più concepito per vincere le partite che per analizzarle. Quel motore sceglie una linea di gioco e la porta a conseguenze più profonde rispetto agli altri motori... ma nel farlo evita di considerare tutta un’aura di varianti che, sebbene a profondità di 25 o 30 ply sembrino meno promettenti, magari con un orizzonte più vasto si potrebbero rivelare positive. Critter, invece, a costo di sembrare quasi fermo quando le posizioni che ha analizzato superano il miliardo (sul mio hardware Mac del 2006 con 1 solo GB d memoria hash dedicata, perlomeno) non ne lascia cadere una. È una questione psicologica... Critter lo preferisco perché è simpaticamente pignolo.
Da questo lavoro sulle partite dei partecipanti all’Acp (giocatori con Elo tra 2500 e 2700 alto) mi è sembrato di notare che giochino in maniera differente rispetto a coloro che hanno superato i 2800, in particolare gli ultimi in ordine di tempo: Magnus Carlsen e Levon Aronian. C’è una specie di sapore differente, meno precisione, meno implacabilità. Gli over 2800 giocano meglio e stanno portando gli scacchi in una nuova dimensione. Il loro non è un gioco «da macchina» e privo di creatività, come da più parti vengono accusati di praticare. Piuttosto (mi sembra di vedere) è una evoluta costruzione di strategie messe in precedenza alla prova con i computer.

Ehm.
Potrei sbagliarmi, eh. Certe cose le dico da un Elo (e quindi, presumibilmente, da una comprensione degli scacchi) che stanno almeno 1300 punti al di sotto di quella dei GM. Per non parlare della comprensione che ne hanno le macchine, che sta a sua volta qualche centinaio di punti Elo più su.
Ma ci sto lavorando. L’Operazione Tedoldi, infatti, continua.


Caravaggio, agosto 2014








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2014-08-05 (466 letture)

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