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30.08.13 - IL TORNEO DI BRATTO 2013
e i finali che si perdono...



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO "COACH" TEDOLDI
[email protected]




Le mie attese riguardo il torneo di Bratto 2013, che ho disputato dal 18 al 25 agosto scorsi, erano alte. Pensavo di poter finire con almeno 6 punti su 8, considerando che partecipavo al torneo B dove il più forte tra gli iscritti (sulla carta) aveva un Elo di 1780. Già 5,5 punti mi avrebbero lasciato con un po’ di amaro in bocca. Ok, con 6 punti sarei finito quasi in automatico nei primi posti della classifica (e in effetti quelli andati a podio hanno avuto quei punti lì, come si vede nella pagina web dedicata: http://www.scacchisticamilanese.com/bratto2013/risultati_classifiche/open_B/standing.html) ma la mia mi sembrava ragionevolezza.
Invece era presunzione.
Di punti ne ho fatti 2, frutto di due pareggi e una sola vittoria. E frutto di 5 sconfitte, di cui 4 prodotte da finali di Torre in cui sono quasi sempre entrato in vantaggio.
Di seguito, passo per passo, l’oggettiva cronaca degli eventi. Cioè, spero oggettiva, perché almeno sarebbe la dimostrazione che riesco a fare bene il mio mestiere di cronista. Se trasparisse la delusione, avrei fatto male pure quello.

1ª partita: sconfitta con Isabella Gennaro. Il suo Elo è di 1713, mentre il mio di 1597. Inoltre lei, secondo la classifica della FIDE, è la 9ª under 16 d'Italia. Ho provato tutto quello che mi veniva in mente, fino all'ultimo secondo utile di tempo. Niente da fare. Brava.
2ª partita: pareggio con Fabio Maffeis. Partita sfociata in un finale di Torre in cui non sono riuscito a valorizzare il Pedone in più. Probabilmente ho smarrito per strada qualche occasione, perché dalla 10ª mossa Fabio era in zeitnot, dopo aver pensato circa 40 minuti per venire a capo dell'impianto inglese che gli ho giocato.
3ª partita: sconfitta con Bruno Silini. Un altro finale di Torri, che ho perso perché ne ho sbagliato la logica. Partita tremenda per dispendio mentale e fisico. La mia impressione, non corroborata dai risultati, è che sto giocando oltre il livello cui ero abituato. Non faccio più errori marchiani, sviste tremende, ecc. La questione è più complessa e sottile. Come diceva Ernest Hemingway (non uno scacchista): «Adesso sbaglio da professionista».
4ª partita: vittoria con Silvia Caldi. Il suo Elo internazionale è di 1532 punti, ma quello italiano era arrivato a 1596, cioè praticamente identico al mio attuale. La partita in effetti è stata equilibrata, se non per il fatto che lei è finita in zeitnot praticamente dalla 20ª mossa per cui non ha potuto calcolare bene le complicazioni tattiche e ha finito col perdere troppo materiale.
5ª partita: patta con Simone Mazzoccoli, 12 anni d'età e 163 punti Elo più di me. Quando entrambi abbiamo valutato statisticamente pari il finale di Torri e Alfieri di colore contrario in cui ci siamo infilati, abbiamo concordato che potevamo risparmiare qualche energia per le partite successive del torneo.
6ª partita: sconfitta con Fabio Colonetti. Che ha quasi 10 anni e un punteggio Elo più basso del mio, ma si notano in lui quella passione e quel talento che possono portare lontano (almeno Maestro Fide, prevedo). Proprio per questo volevo vincere oggi, e proprio per questo ho rifiutato 2 proposte di patta che mi ha fatto. Se non vinco io stesso partite così, come potrò mai pensare di insegnare ad altri o di allenarli a vincere partite così?
7ª partita: sconfitta con Luca Attuati. Con lui ho una specie di match in corso, perché nei tornei che facciamo ci incrociamo di frequente. La partita di oggi è stata la terza giocata tra di noi nell'anno solare 2013, il bilancio era 1-1, adesso conduce lui con meritato margine.
8ª partita: sconfitta con Giovanni Basletta. Anche la moglie del mio avversario, a fine partita, era stupefatta di come fossero andate le cose. La mancanza di efficacia del mio gioco in questo torneo è stata sesquipedale.

La conclusione, delusa, che ne traggo è che non sono adeguato a questo livello di gioco. In classifica mi sono piazzato 47° su 49 partecipanti, con una prestazione di 1381 punti Elo. Se si è trattato di un torneo «storto» o del mio livello di gioco reale lo si capirà tra qualche ora, al torneo di Crema in programma tra il 30 agosto e il 1° settembre, ma è indubbio che ai fini del compimento dell’Operazione Tedoldi io debba dare un deciso giro di vite.
Il lavoro che ho svolto finora, nella modalità in cui l’ho svolto negli ultimi mesi (cioè l’analisi di partite intere di forti giocatori con l’ausilio del software Critter 1.6a – e le partite giocate in internet sui siti PlayOk, ChessFriends e Chess.com a tempo lungo, ovvero dai 60 minuti in su con incremento di almeno 30 secondi a mossa) ha avuto come effetto di farmi pensare un po’ più rapidamente dei miei avversari, che spesso sono finiti in zeitnot mentre io avevo ancora minuti. Ok, dal punto di vista dell’efficacia tutti quei minuti non mi sono serviti a molto, ma in passato sono quasi sempre stato io quello lento.
Qualche idea sul lavoro da fare ce l’hanno due sodali della Scacchistica Trevigliese, Bruno Silini e Fabio Maffeis. Entrambi si sono procurati a Bratto libri interessanti sull’impostazione delle aperture e sui finali – Silini nell’ambito di un suo progetto che si potrebbe chiamare: «Come diventare un mille e otto, quasi mille e nove». Altri suggerimenti mi sono arrivati via Facebook da Dario Mione, Maestro Fide di Bergamo il quale ha rivelato che il suo sistema per salire di livello passava attraverso «test, test e ancora test».
Insomma: i 2000 punti Elo sono ancora là. Sto arrivando.


Caravaggio, Agosto 2013








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2013-08-30 (545 letture)

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