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11.07.11 - E sono pure istruttore di base!
Diplomi, mente e muscoli



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO "COACH" TEDOLDI
[email protected]



Qualche lettore si sarà chiesto dove fossi finito alla fine di giugno. Sono diventato istruttore di base di scacchi. Ho seguito l'apposito corso che si è tenuto tra il 18 e il 26 del mese presso la sede del Coni di via Piranesi, a Milano, e al termine ho superato l'esame finale.
Si tratta più che altro di un adempimento formale per un'attività di insegnamento nelle scuole che effettuavo già. In Italia, così come nell'intera Unità Europea, è possibile insegnare sport e allenare senza avere l'avallo di alcun ente - come è stato reso ufficiale da una sentenza del Tar del Lazio del dicembre 2010 (ne ha parlato il sito web TennisMagazineItalia). Per i presidi delle scuole nostrane, però, avere l'avallo del Coni è più convincente, soprattutto dopo i protocolli firmati dalla ministra della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini per l'introduzione della materia di studio dell'«alfabetizzazione motoria».
Va detto che qualcosa di nuovo ho imparato, però. Relativamente all'allenamento fisico degli scacchisti. Che è una branca della conoscenza ancora tutta in divenire, nel senso che non è chiaro quali siano le doti fisiche che possono migliorare l'efficienza mentale richiesta dal gioco. Ci sono indizi rivelatori, come le fotografie dei più forti scacchisti al mondo: nessuno di essi è grasso, o dà un'idea di scarsa efficienza muscolare. Un altro indizio è un'intervista rilasciata da Anatoly Karpov a margine di uno dei suoi match per il titolo Mondiale con Garry Kasparov, in cui Karpov rivelava di seguire un training fisico quotidiano di almeno 6 ore tra calcio, tennis e footing.
Uno degli insegnanti del corso federale, Giampiero Grassi, ha riportato degli studi in cui è stata messa in relazione l'efficienza mentale e quella muscolare, e il cui risultato è una sorta di curva gaussiana: se i muscoli sono molto rilassati, la mente si «addormenta», mentre se i muscoli sono molto sollecitati, la mente segue le loro richieste organiche e non è concentrata sugli eventi esterni; la condizione ideale è quella al centro della curva, dove i muscoli sono sciolti e reattivi e la mente può concentrarsi adeguatamente sugli eventi esterni.
È allenabile una simile condizione fisica? Pare di sì. Le tecniche sono le ginnastiche dolci, come lo yoga, che aiutano il fisico a sostenere sforzi anche per un periodo prolungato. Su questa base si può appoggiare il lavoro mentale e tecnico specifico richiesto dagli scacchi.
E io lo yoga già lo pratico...


Caravaggio, Luglio 2011








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2011-09-29 (574 letture)

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