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14.11.06 - La preparazione di base
Apriamo il dibattito



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO TEDOLDI

Il precedente post dell'Operazione Tedoldi ha ricevuto un commento che mi pare interessante. Lo ha firmato Tiziano Paravella, giocatore noto negli scorsi anni nell'ambiente dello scacchismo bergamasco amatoriale dove alcuni lo soprannominavano «The Terrible» per la sua estrema competitività.
Paravella sostiene che alla base dell'Operazione Tedoldi ci sia un errore, ovvero che manchi un buon allenamento di base.
Rilancio la questione a lui e a chiunque voglia rispondere: come si fa un buon allenamento di base?
Per i lettori che vogliono partecipare al dibattito, ricordo che ci sono due modalità: i commenti ai post, che sono sempre aperti e liberi, e la mia casella e-mail, [email protected]. La questione sta partendo da un ambito limitato, come è quello del circolo scacchistico di cui faccio parte (l'Alekhine di Treviglio) ma mi pare che possa essere facilmente generalizzata. L'Operazione Tedoldi riguarda infatti tutti coloro che vogliono migliorare il proprio gioco partendo in pratica da zero in età matura.
Io ho 40 anni, se avessi avuto un talento conclamato per gli scacchi credo che lo si sarebbe già visto negli anni precedenti. Non sono il Sergey Kariakhin, il ragazzino ucraino che ha il record di precocità nel conseguimento del titolo di grande maestro (a 12 anni e 7 mesi) e non sono nemmeno Alberto Paravella, il figlio adolescente di Tiziano che sta primeggiando nella classifica del torneo D di Gorgonzola e che mi ha già triturato in partita.
Come posso fare a diventare un po' più forte di quanto sono?
Per quanto riguarda la preparazione, la mia procede in due direzioni: gioco su internet, sul sito yahoo.com, partite a tempo lungo (mi collego 2 o 3 volte a settimana), e studio le partite intere di Raul Capablanca, campione del mondo negli anni ’20. Ho scaricato il file delle partite di tutta la sua carriera dal sito web dell'università di Pittsburgh, che ha un grosso archivio di materiale scacchistico. Preferisco studiare le partite intere perché contengono tutte le fasi canoniche delle partite (apertura, medio gioco e finale) perché temo che spezzettando lo studio nelle tre fasi, come avviene peraltro nella maggior parte dei libri specialistici che vengono pubblicati, si perda un po' la visione complessiva della partita.
Quando l'Operazione Tedoldi è partita, quest'estate, avevo avuto anche un contatto con Gianfranco Di Mare, che in BlogoSfere cura il blog Wellness & Performance. Il suo obiettivo non era tecnico, bensì volto a farmi arrivare al giorno del torneo nella condizione di poter esprimere la massima performance. Poi non ci siamo più sentiti.
Comunque il dibattito è aperto.


Caravaggio, 14.11.2006








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2009-10-25 (421 letture)

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