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Una piccola antologia
Poeti e Poesie scacchistiche italiane



Quella che segue è una raccolta di poesie scacchistiche di autori vari rinvenute qua e là nella Rete. Malgrado i nostri sforzi non siamo riusciti a risalire ai dati degli autori (solo di Salvatore Ragaglia e Carlo Solinas risulta che sono giocatori tesserati FSI). Chiunque fosse in grado di fornirci maggiori ragguagli farebbe cosa gradita e doverosa sia ai lettori che agli autori stessi.


LO SCACCHISTA
di Enzo Monti

Lo sguardo assorto e intento e il volto teso
Per lo sforzo del pensier, che ogni cura
Volge a cercar la mossa più’ sicura
Che salvi il rege dal nemico offeso.
Lo scacchista è sempre così preso,
che ogni cosa sia attuale sia futura
Oblìa e del caffè entro le mura
Prigioniero dalla passion è reso.
Nulla esiste per lui d’interessante
Che lo distolga, ma solo l’idea
E’ il suo imperativo dominante.
La scacchiera è l’unica sua dea,
Essa è la sua donna e la sua amante,
Di gioia e di dolori arbitra e rea.




IL GIOCO DEGLI SCACCHI
di Gino Bertoli

Degli scacchi il nobil gioco
imparare non è poco.
Ecco i pezzi. Quale intruglio!
Qual tremendo guazzabuglio!
Or vediamo come fare
per poterli sistemare.
Prima cosa, la scacchiera
va disposta in tal maniera
che alla destra (e non a manca)
vi si trovi casa bianca.
Angolari, ai lati, opposte
le due torri van disposte;
lor vicino ecco i destrieri
con accanto i prodi alfieri.
Vien la Donna sul quadretto
del color del suo corpetto,
giunge il Sire trafelato
e si mette a lei di lato.
Ad ognun dei pezzi, avanti,
in difesa stanno i fanti.
All’attacco! Ardito e franco
primo sempre muove il bianco.




IL GIOCATORE DI SCACCHI
di Agostino Agostini

Eccolo il pensatore,
fallace, ma ottimista,
che impegna il proprio onore
di uomo…e di scacchista!
Con espressione fiera,
della vittoria ansioso,
curvo sulla scacchiera
cògita silenzioso.
Il suo problema, in fondo,
non è un’affar di stato
talché cotanto pondo
par quasi esagerato.
Ma in mente egli ha il vigore
di un grande condottiero,
ei, l’analizzatore,
principe del pensiero!
Pensa per ore ed ore
si spreme a più non posso…
l’elaborato errore
diventerà più grosso!




LO SCACCHISTA PENSATORE
di Agostino Agostini

Silenzio amici, il pensator profondo
studia una mossa forte ed elegante,
una combinazione interessante
ei, di cappelle tessitor fecondo!
Si spreme la cervice, affina il pondo
per un gioco terribile ed elegante
ed intanto giace, statico e snervante
sullo scanno fatal, meditabondo
Ei pensa ad una difesa originale
che possa trarlo dai previsti guai,
pensa una mossa intrepida e geniale,
pensa e geme in silenzio tristi lai,
ei pensa ad un tranello micidiale,
ei pensa sempre, ma non gioca mai!




GLI AMICI MERAVIGLIOSI
di Salvatore Ragaglia (2N FSI)

Quando deluso il cor cede agli attacchi
di un mondo sempre cinico e beffardo,
distogliendo dagli uomini lo sguardo
con voluttà mi dedico agli scacchi.
Ed in essi intravedo un nuovo mondo
che innanzi a me si schiude misterioso,
più lo conosco e più divento ansioso
di volerlo conoscere più a fondo.
L’incruenta tenzòn, che senza brando
pur si affronta con animo guerriero
per misurar la forza del pensiero
ed arricchir lo spirito giocando,
mi placa, sottraendo ai miei pensieri
quelli più amari, più affannosi e mesti,
e fiducioso mi abbandono a questi
meravigliosi amici bianchi e neri!




IL NOBIL GIOCO
di Salvatore Ragaglia (2N FSI)

Degli scacchi mi alletta
e mi conquide
il multiforme gioco
che mi arride non poco
e mi diletta,
mi avvince e m’appassiona,
mi suggestiona con il suo costrutto!
Negli scacchi c’è tutto:
c’è lo studio tenace
e c’è la fantasia,
c’è l’estro e l’armonia,
lo spirito pugnace,
c’è la pazienza e la filosofia
sagace e ragionata,
l’audacia e la prudenza,
la coerenza,
la tempra del carattere,
c’è il sorriso ed il pianto,
c’è l’incanto
nell’estasi della vittoria alata
che d’ogni delusione
può cancellar l’immane sofferenza.
Gli scacchi sono scienza
e son poesia,
son sana emulazione
che induce ad acquisir più conoscenza,
son trepida emozione
e son di tutto un poco;
sono quel che si dice il nobil gioco,
se preso con decoro non meno impegnativo d’un lavoro!




"SCACCHISTA"
di Carlo Solinas  (CM FSI)
 
Filiforme, adunca la mano
alfiere di battaglia artiglia.
sveglia,premi, il tempo scorre
scrivi mosse e pensa,
pensa,
non ti accorgi, hai novantanni e ridi,
sorridi ancora quando vinci,
parassita del tempo.
Tarlo di legno che vive nel passato,
sfida quasi cavalleresca del tempo che fu,
la mente sospesa e perduta
per un attacco a re e regina.
hai dissipato calorie
senza prospettive di metallo,
tasca povera di scacchista,
ricco di idee
nervosamente espresse,
disperatamente perdute nel tuo finale.
Cervello composito,
occhio mobile di insetto,
il triste stallo di tua vita chiusa
ma.. vivrai..o..esisterai..
Sfida il tempo al fine
di consunzione,
burro e granito il cuore
di eterno scacchista.




RESPONSABILITA’ DEL BIANCO
di Francesco Grano

Virtuoso privilegio al bianco
che inizia la battaglia,
non codardo il nero
che si protegge dalle mosse.
Ragionati di quello son gli attacchi
e piombano simili a percosse.
Ma come talora avviene al sapiente
che pecca e si distrae
ché dei mortali è pure lui parte,
così al bianco accade
che la mente un po’ si perde
e l’avverso impegno si fa posto.
Giusto al mondo è castigato
chi non sfrutta la sua dote.




AL MAESTRO
di Enzo Giudici

O Maestro, o Maestro, ove n'andaro
i Suoi consigli e i Suoi suggerimenti?
A impararli i miei spiriti son lenti
e a scacchi so giocar come un somaro.

Mi tolga presto il Suo saluto, o caro
Maestro, e piu' non creda ai giuramenti
miei di rifarmi; sono infranti e spenti
quegli astri che agli scacchi m'invogliaro.

Declino' la mia stella, se pur mai
nacque, e rotti i miei pezzi se ne vanno
come pecore matte o come schiere
d'atterrite formiche, e non v'e' Alfiere,
non v'e' Cavallo che da tanto affanno
levi me stesso ed il mio Re dai guaii.




IL BIANCO MUOVE
di Daria Menicanti

In via delle Lanterne il Caffe'
e' quasi buoi. Nell'angolo stretto
alla vetrina il bianco muove ed e'
scacco, finita la guerra
in un aristocratico silenzio.
M'alzo e m'avvio, calzo alle dita fredde
guanti casuali e intanto addio gli dico
addio con le sole labbra.


Treviglio, Aprile 2010








A cura di NAZARIO MENATO

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Pubblicato il: 2010-04-16 (751 letture)

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