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ROBERT JAMES FISCHER
(Campione del mondo 1972-1975)




PRIMA PARTE
un articolo di Nazario Menato


L’ASCESA


Robert James Fischer nacque a Chicago il 9 marzo 1943 da una famiglia di immigrati europei di origine ebraica. Suo padre Gerhardt Fischer era un biofisico tedesco, sua madre, Regina Wender, era cittadina americana e inizialmente faceva l’infermiera. I genitori di Robert (in seguito chiamato “Bobby”), che si erano sposati a Mosca nel 1933, divorziarono nel 1945, quando il bambino aveva solo due anni, e così il piccolo Bobby venne affidato, insieme alla sorella Joan di sette anni, alla madre. Questa, volendo diplomarsi nella sua professione, si trasferì nel 1949 con i figli a New York per frequentare i corsi della New York University, dove in seguito si laureò anche in medicina. A proposito del padre Gerhardt, nel 2002 è stata pubblicata una ricerca effettuata dai giornalisti americani Peter Nicholas e Clea Benson del Philadelphia Inquirer in cui si ipotizza che il vero padre biologico di Bobby sia stato il fisico ebreo ungherese Paul Nemenyi. Tale ipotesi (ormai più una certezza che un’ipotesi) è avvalorata dal fatto che nel 1939 i genitori di Robert si trovavano a Berlino e mentre alla madre fu concesso il visto di rientro negli Stati Uniti, a Gerhard Fischer venne invece negato a causa di sospette simpatie comuniste e non rimise mai più piede sul suolo americano. Ma la vita continua e nel 1942 Regina Wender ebbe una storia d'amore con Paul Nemenyi che aveva ottenuto un importante incarico presso la Marina Militare americana nel Maryland e questo risulta persino dagli atti del FBI che spiava la vita privata della coppia sospettando che Regina potesse passare informazioni ai Sovietici grazie al lavoro del compagno. Risulta inoltre che Paul Nemenyi, fino alla sua morte nel 1952, contribuì al mantenimento del bambino con versamenti mensili alla madre. Ad ogni buon conto la nascita scacchistica e la susseguente leggenda di colui che molti ritengono il più completo (se non il più grande) giocatore di scacchi mai esistito ebbero inizio a New York.

A SEI ANNI IMPARA A GIOCARE

Nel 1949 a 6 anni, Bobby imparò a giocare facendosi leggere dalla sorella le istruzioni allegate ad un set di scacchi che gli era stato regalato. Malgrado la sua verdissima età anni, Bobby rimase letteralmente affascinato dal gioco e già a 7 anni ne veniva talmente assorbito che sua madre incominciò a preoccuparsi: “Bobby non si interessa d’altro che di scacchi, e ormai non ci sono più molti bambini che vogliono giocare con lui” confessò una volta ad un’amica.  Per questa ragione mise addirittura un’inserzione sul giornale del quartiere il “Brooklyn Eagle” per cercare altri ragazzi che giocassero con lui. Nel gennaio del 1951, Bobby giocò una partita in simultanea contro un maestro e perse nel giro di un quarto d’ora. Questa sconfitta lo indusse a prendere la decisione di migliorare e per farlo cominciò a frequentare il Brooklyn Chess Club il cui presidente a quel tempo era Carmine Nigro; nei successivi cinque anni, raramente mancò un venerdì sera al Circolo. Nel 1953, a 10 anni, Fischer partecipò al suo primo torneo giocando nel Campionato sociale del circolo newyorkese classificandosi al 5° posto. Nel 1955, in maggio, totalizzò 3 punti nel campionato nazionale dilettanti svoltosi a Lake Mohegan (N.Y.) Il mese dopo si iscrisse al più famoso e blasonato Manhattan Chess Club e presto si affermò nel campionato di serie C e poi in quello di serie B. Il ragazzo cominciava ad essere tenuto in considerazione e nonostante l’imberbe età gli veniva spesso accordata la possibilità di misurarsi con i campioni e in una di queste occasioni batté nientedimeno che Samuel Reshevsky in una simultanea che questi giocava alla cieca. Bobby rimase estasiato, non riusciva a capacitarsi di aver battuto un Grande Maestro. In giugno di quello stesso anno 1955, si comportò egregiamente al campionato nazionale Juniores di Lincoln, Nebraska, vincendo 2 partite, perdendone 2 e pareggiandone 6, e poi nel campionato nazionale di gioco lampo si classificò 3°.
Nel 1956  sua madre chiese a Jack Collins di essere il suo insegnante di scacchi.



Bobby Fischer ritratto in una sessione di studio col suo primo mentore Jack Collins.

Collins, in America, era un quotato e celebre istruttore che aveva avuto tra i suoi allievi diversi grandi giocatori, in seguito divenuti famosi, come William Lombardy, Robert Byrne e Lisa Lane. Fischer passò molto tempo a casa di Collins e alcuni hanno descritto quest'ultimo come una figura paterna per Fischer. In quel tempo Bobby frequentò, ma in seguito abbandonò, la Erasmus Hall High School, dove molti insegnanti lo ricordavano come un ragazzo difficile. Comunque quell’anno fu ricco di soddisfazioni per il tredicenne Bobby; andò a giocare per la prima volta all’estero, dando una simultanea in marzo, al Capablanca Chess Club dell’Avana, Cuba; il suo punteggio di merito calcolato con i parametri della Federazione USA era in quel momento di 1726 punti; in aprile vinse il campionato di serie A del suo circolo (il Manhattan Chess Club). In maggio partecipò al campionato dilettanti USA che si teneva ad Ashbury nel New Jersey, e vinse 3 partite, ne pareggiò 2 e ne perse 1, come più giovane partecipante del torneo non c’era male. In luglio vinse il campionato nazionale Juniores a Filadelfia con 8 vittorie, 1 sconfitta e 1 pareggio; a 13 anni e 4 mesi era stato il più giovane vincitore dei campionati Juniores degli Stati Uniti, il suo punteggio di merito era nel frattempo salito a 1830 punti. Poche settimane dopo si classificò 4°/8° al 57° U.S. Open di Oklahoma City con 5 vittorie e 7 pareggi; in settembre raggiunse l’ottava posizione all’Open canadese di Montreal. In ottobre fu ancora 8° al torneo Rosenwald di New York: (la sua vittoria contro David Byrne vinse il premio di bellezza e venne definita “partita del secolo”). In novembre si classificò 2°/5° al torneo degli Stati Uniti Orientali a Washington D.C. e terminò l’annata piazzandosi 4° al campionato del suo circolo. La scalata verso l’eccellenza continuava e la sua bravura si manifestava sempre di più. Per renderci conto del suo continuo miglioramento riportiamo qui di seguito, anno per anno (e ne vale la pena), le impressionanti prestazioni agonistiche che seguirono.


A 15 ANNI DIVENTA GRANDE MAESTRO

1957 - In marzo Bobby gioca 2 partite contro l’ex-campione del mondo, l’olandese Max Euwe (colui che era riuscito a detronizzare, seppure solo per 2 anni, il mitico Aleksandr Aljechin), risultato: una patta e una sconfitta. In aprile vince il torneo della Lega metropolitana di New York. In luglio si piazza 6° al New Western Open di Milwaukee, Wisconsin. Pochi giorni dopo si presenta al campionato nazionale Juniores e lo rivince ottenendo un’altra raffica di consensi poiché, tanto per gradire, si impone anche nel contemporaneo campionato lampo. In agosto va a Cleveland e fa il 1°/ 2° posto al 58° campionato Open USA e ritira la somma di $ 750. In settembre vince il campionato Open del New Jersey e in dicembre il torneo North Central Open di Milwaukee. Alla fine dell’anno si ritrova con un punteggio di 2231 punti, che fa di lui, a 14 anni, il più giovane  Maestro degli Stati Uniti.




Fischer nel 1957 al Manhattan Chess Club di New York.


1958 - Il 10 gennaio, Bobby Fischer all’età di 14 anni e 9 mesi vince il campionato USA valido come torneo Zonale per il campionato del mondo, con 8 vittorie, 5 patte e nessuna sconfitta; il suo punteggio di merito scatta a 2626 punti. Se si esclude il Torneo di Santa Monica del 1966, Fischer vincerà in seguito tutti i tornei statunitensi ai quali parteciperà. In agosto partecipa di diritto al torneo Interzonale di Portorose in Jugoslavia, che costituisce per gli scacchisti una ulteriore tappa di avvicinamento alla sfida per il titolo mondiale, si classifica 5°/6° e si guadagna i galloni di Grande Maestro; contemporaneamente all’età di 15 anni e 6 mesi, diventa il più giovane Candidato aspirante al titolo mondiale.

1959 -. In gennaio vince nuovamente il Campionato degli Stati Uniti: 6 vittorie, 5 patte, nessuna sconfitta. A questo punto della sua vita, Fischer, considerati i superlativi risultati ottenuti, decide di abbandonare la scuola per dedicarsi professionalmente agli scacchi. I dati del suo curriculum scolastico denunciano un quoziente di intelligenza pari a 180 e un tipo di memoria eccezionalmente ritentiva. In aprile si piazza 3°/4° al torneo di Mar del Plata in Argentina. In maggio è 3°/4° a Zurigo in Svizzera, giusto alle spalle di Tal e Gligoric due mostri sacri di quel periodo, con 8 vittorie, 5 patte e 2 sconfitte. In settembre partecipa al Torneo dei Candidati per il titolo mondiale che si tiene a rotazione nelle tre città jugoslave di Bled, Zagabria e Belgrado, si piazza 5°/6° mentre la vittoria è appannaggio di Tal, il quale, l’anno dopo, sarebbe diventato campione del mondo. Il suo punteggio di merito nella graduatoria statunitense sale ulteriormente a 2636 punti alle spalle di Reshevsky che ne ha 2693.

1960 - Come d’abitudine all’inizio di ogni nuovo anno, partecipa al Campionato USA e lo vince, stavolta con 7 vittorie, 4 pareggi, nessuna sconfitta. In aprile divide il 1°/2° posto a Mar del Plata con Boris Spassky, il suo futuro avversario per il titolo mondiale 12 anni più tardi. In ottobre si trasferisce in Islanda a Reykjavik e vince il locale torneo (proprio là dove diventerà campione). A novembre gioca in 1a scacchiera per gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Lipsia (Germania) e vince 10 partite, più 6 pari e 2 sconfitte. Il suo punteggio americano sale a 2641 punti.

1961 - In gennaio vince il campionato USA con lo stesso punteggio dell’anno precedente In luglio inizia un match con il suo vecchio maestro del Mahattan Chess Club, Samuel Reshevsky. Quest’ultimo si sa, è un fuoriclasse, e malgrado gli anni riesce ad imporre un pari al giovane astro nascente: 2 vittorie, 2 sconfitte, 7 pareggi. Fischer, oramai conscio della propria forza in ambito internazionale, comincia ad affermare con crescente entusiasmo che si sente in grado di vincere il titolo mondiale, ma dovranno passare ben 11 anni ancora prima che ciò avvenga.

1962 - In marzo vince il torneo Interzonale di Stoccolma con 13 vittorie e 9 pareggi, nessuna sconfitta. Questo fu il primo torneo interzonale non vinto da un giocatore sovietico. In maggio vola a Curaçao (Antille Olandesi) per partecipare all’ennesimo torneo dei Canditati nel quale arriva 4°, vince Tigran Petrosian detto “la roccia” per la sua somma abilità nel pareggiare le partite; non ne vinceva molte, ma di sicuro ne perdeva pochissime (l’anno dopo Petrosian avrebbe vinto il titolo mondiale). In ottobre Bobby si trasferisce in Bulgaria, a Varna, per le Olimpiadi. Ancora una volta è in prima scacchiera per gli USA. Il suo bottino è di 8 vittorie, 6 patte e 3 sconfitte. Il punteggio di merito balza a 2687.

1963 - Bobby rivince il campionato USA con 6 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta (con Edmar Mednis) contemporaneamente annuncia che diserterà tutti i tornei indetti dalla FIDE fino a quando "i russi non la smetteranno di truccare gli incontri di scacchi". In luglio vince il torneo Western Open di Bay City nel Michigan; in settembre si aggiudica il torneo Open dello stato di New York con un punteggio perfetto: 7 vittorie su 7 incontri. Per novembre è prevista una simultanea gigante contro 400 avversari, ma viene rinviata a causa dell’assassinio del Presidente Kennedy. Il suo punteggio intanto è a quota 2685 punti.

1964 - Gennaio: Fischer vince come d’abitudine il campionato statunitense con il punteggio massimo ottenibile, 11 vittorie su 11 partite. Inizia poi una tournée tutta americana di simultanee ed esibizioni varie che lo tiene impegnato per tutto il resto dell’anno. Verso la fine del '64 un professore di origine ungherese di nome Arpad Elo pubblica per la prima volta un sistema per valutare su base scientifica l’indice di merito ovvero la forza comparata di un giocatore di scacchi. Il sistema prende piede e diventa internazionalmente famoso appunto come sistema Elo. Questo nuovo metodo di calcolo pone ai primi due posti della classifica mondiale il sovietico Petrosjan (campione del mondo in carica) e Fischer con punti 2690 (il suo punteggio calcolato secondo i parametri statunitensi era in quel momento di 2734 punti).

1965 - In agosto, per mezzo di una telescrivente collocata al Circolo Scacchi Marshall di New York, Fischer partecipa al 4° Memorial Capablanca che si sta tenendo all’Avana, Cuba, e condivide il 2°/4° posto con 12 vittorie, 6 patte, 3 sconfitte. In dicembre partecipa e vince per l’ennesima volta il campionato USA con 8 vittorie, 1 patta e 2 sconfitte.


OTTO VOLTE CAMPIONE DEGLI STATI UNITI

1966 - Bobby prende parte alla Coppa Piatigorsky che si tiene a Santa Monica, California, e si classifica 2° alle spalle di Spassky. In novembre, essendo un anno pari, si svolgono nuovamente le Olimpiadi, questa volta è la 17a edizione e si tiene all’Avana. Bobby gioca, ovviamente in prima scacchiera per gli Stati Uniti e ottiene 14 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. In dicembre c’è di nuovo il Campionato USA, che egli vince per l’ottava volta con 8 vittorie, 3 pari, nessuna sconfitta.

1967 - In aprile Bobby vince il torneo di Monaco, Montecarlo; in agosto vince a Skopje, Jugoslavia; in ottobre partecipa all’Interzonale di Sousse, Tunisia ma si ritira dopo un violento alterco con gli organizzatori per motivi di ordine religioso (non avevano voluto aderire alle sue richieste di modifica degli orari di gioco) pur essendo in testa al torneo con 7 vittorie e 3 pareggi; il suo punteggio USA è di 2762 punti.

1968 - In luglio si reca in Israele dove vince a Netanya; in settembre è di nuovo in Jugoslavia a vincere il torneo di Vinkovici.

1969 - Fischer termina e dà alle stampe il suo libro “60 partite da ricordare” che diventa subito un best-seller; gioca anche in prima scacchiera per la Lega di New York e naturalmente surclassa gli avversari.

1970 - A Belgrado ha luogo un evento straordinario per il mondo scacchistico, il match a squadre Unione Sovietica contro il Resto del Mondo; Bobby gioca in seconda scacchiera (in prima c’era il danese Bent Larsen) e batte Petrosjan (ex-campione del mondo) con 2 vittorie e 2 pareggi. Rimane in Jugoslavia e si reca a Herceg Novi dove partecipa al Campionato mondiale lampo sui 5 minuti vincendolo: le vittorie sono 17, 4 i pareggi e solo 1 sconfitta. Alla fine del torneo trascrive a memoria tutte le mosse delle 22 partite, in totale più di 1000 mosse! La Jugoslavia sembra essere la sua terra d’elezione poiché in maggio vince anche il torneo di Rovinj-Zagabria In agosto, però, decide di partire e vola in Argentina a raccogliere l’ennesimo successo nel torneo di Buenos Aires. In settembre ci sono le Olimpiadi che questa volta si tengono a Siegen, in Svizzera, e ancora una volta gioca in prima scacchiera per gli Stati Uniti. Ma vi sono tornei più importanti sui quali puntare, ad esempio l’Interzonale di Palma de Mallorca, al quale può partecipare grazie al bel gesto dell’ungherese Pal Benko che gli cede il posto. Bobby lo ripaga vincendo il torneo con 15 vittorie, 7 patte, 1 sconfitta. Questi risultati a catena contribuiscono a designarlo per il premio Oscar degli scacchi che vincerà per tre anni consecutivi, nel ‘70, nel ‘71 e nel ‘72.



Match URSS-Resto del Mondo. Fischer sfida Petrosjan.


1971 - E' l’anno che precede il mondiale e la messe di vittorie si fa ancora più consistente; sconfigge con un secco 6 a 0, nei Quarti di finale del torneo dei Candidati il sovietico Mark Taimanov a Vancouver in Canada. In luglio strapazza sempre con lo stratosferico punteggio di 6 a 0 anche il danese Bent Larsen nella Semifinale del torneo dei Candidati a Denver in Colorado. In agosto si distrae da tutto quello stress partecipando al campionato lampo 5 minuti organizzato dal suo vecchio circolo di New York il Manhattan Chess Club; su 22 partite ne vince 21 e l’ultima la pareggia. La marcia verso il titolo mondiale continua. In settembre a Buenos Aires, batte nella Finale dei torneo Candidati il sovietico Tigran Petrosian (detronizzato 2 anni prima da Spassky) sulla base di 5 vittorie, 3 patte e 1 sconfitta. Con ciò diventa lo sfidante ufficiale per il titolo di campione mondiale. Il suo punteggio per la Federazione americana è ora al massimo: 2825 punti.


A 29 ANNI DIVENTA CAMPIONE DEL MONDO

1972 - Ed ecco che arriva l’anno fatidico in cui il sogno diventa realtà,  l’anno in cui si avverano le parole proferite in un impeto di entusiasmo 11 anni prima, quando ancora diciottenne aveva profetizzato la sua conquista del titolo mondiale. L’11 di luglio a Reykjavik in Islanda inizia il suo match con il campione in carica il sovietico (russo di Leningrado) Boris Spassky.



1972 - "Il match del secolo". Fischer supera Spasskij e diventa Campione del Mondo.


Gli occhi di tutti gli scacchisti, dal più umile “inclassificato” ai più famosi Grandi Maestri, sono puntati su questo evento.  E’ lo scontro tra due mondi che per motivi politici si guardano in cagnesco e quindi non è solo un incontro di scacchi ma un vero e proprio scontro dai molteplici aspetti. Boris sente tutta la pressione esercitata su di lui dal suo immenso Paese con i suoi milioni di praticanti del gioco che non possono essere delusi e cerca di rimanere sostanzialmente imperturbabile, Bobby invece gioca solo per sé stesso, divorato dalla sete di guadagno e dalla volontà di diventare il N° 1; sente di avere a portata di mano l’occasione di tutta una vita dedicata in modo maniacale a questo gioco. Si ingegna allora ad influenzare psicologicamente l’avversario con tutta una serie di reclami: dalla sedia che non gli si confà, non è ergonomica (e che alla fine si fa mandare direttamente dagli Stati Uniti) al rumore che fanno le telecamere, dalla distanza che deve tenere il pubblico alle dimensioni della scacchiera e delle sue caselle (che devono essere proporzionate all’altezza dei pezzi). Ogni giorno avanza una lamentela diversa: oggi vuole una piscina riservata,  domani un campo da tennis tutto per lui… gli organizzatori sono letteralmente sfibrati, ma Fischer testardo al limite della cocciutaggine annuncia che se le sue richieste non verranno accettate abbandonerà il match! A questo punto si muovono le Cancellerie: quella sovietica per denunciare il tentato sabotaggio dell’incontro, quella americana ostentando motivi patriottici. Ci sono momenti nella Storia in cui nascono autonomamente e si sviluppano delle leggende intorno ad avvenimenti al momento considerati superficiali ma che in seguito non si sono rivelati tali. Nel nostro caso la leggenda  vuole che in quel momento, che fu il più acuto della lotta con gli organizzatori, Fischer ricevesse, quando aveva già prenotato il volo di ritorno negli Stati Uniti, una telefonata personale dal Segretario di Stato Henry Kissinger, che lo esortava a continuare essendo in gioco il prestigio e l’onore della Patria (quella Patria che anni più tardi egli dileggerà in pubblico e in cui non metterà più piede). Fischer forse si convince che non è il caso di tirare troppo la corda; rimane in Islanda e prosegue partendo da uno svantaggio iniziale di 0 a 2 avendo egli perso la prima partita a causa di un errore madornale e la seconda per forfait); gioca e vince la terza partita, dopodiché non si volta più indietro e ottiene una vittoria inequivocabile per 12,5 a 8,5, anche se nella seconda parte del torneo le forze dei due contendenti sembrano avvicinarsi nuovamente.
Questo evento costituì una data fondamentale nella carriera di Fischer, una data in cui aveva soddisfatto  l'ambizione di diventare Campione del Mondo di Scacchi e contemporaneamente il giocatore con il più alto punteggio Elo di sempre (un punteggio di 2780, il primo al mondo ad andare sopra i 2700). Dopo Fischer, pochi giocatori, hanno infranto la barriera dei 2700 punti, tra questi Garry Kasparov che stabilì nel 1999 il nuovo e tuttora insuperato record di 2851 punti).
La vittoria di Fischer fu considerata anche una specie di vittoria propagandistica per gli Stati Uniti del periodo della Guerra Fredda, confermante che il più forte giocatore del mondo, in uno sport dominato dai sovietici fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, era ora un americano.
Fischer diventa dunque campione del mondo l'1 settembre 1972, con 7 partite vinte,  11 pareggi e 3 sconfitte (di cui una per forfait). Per i suoi sforzi egli si aggiudica un montepremi di $160.000 più altri 40.000 per diritti d’autore.
La conquista del titolo portò a Fischer e agli scacchi una pubblicità incredibile. Il pubblico in America e nel resto del mondo impazzì per la sfida cui aveva assistito e a cui la stampa aveva dato inusitata diffusione. Fischer divenne una celebrità il cui nome era conosciuto da persone che nulla sapevano di scacchi e l’impulso che ne derivò alla divulgazione del gioco fu immensa Ricevette innumerevoli offerte come testimonial pubblicitario e apparve anche in diversi programmi televisivi. Gli iscritti alla USCF, la federazione scacchistica degli Stati Uniti quasi triplicarono e moltissime persone iniziarono a giocare a scacchi, creando quelli che vengono comunemente definiti in tutto il mondo gli anni del "boom di Fischer". Per quanto riguarda in particolare gli Stati uniti, l'ultima volta che gli scacchi erano stati così attuali tra il pubblico americano, fu quando Paul Morphy "The Pride and Sorrow of Chess” (l’orgoglio e il rammarico degli scacchi), l’unico altro americano che può essere ufficiosamente considerato campione mondiale, ritornò in Patria da un Tour nel Vecchio Continente, dopo aver strapazzato i più grandi maestri europei nella seconda metà del 19° secolo.

FINE PRIMA PARTE
 


Treviglio, Marzo 2010








Nazario Menato

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Pubblicato il: 2010-03-24 (1498 letture)

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