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Le quartine scacchistiche di Omar Khayyam








Omàr Khayyàm (1048-1131). Astronomo, Matematico, Filosofo e Poeta persiano (odierno Iran) del XII secolo. Nel 1073 fu nominato direttore dell’Osservatorio di Isfahan; su incarico del Califfo pose mano alla riforma del calendario musulmano, portato a termine nel 1079 e che risultò essere ancor più preciso del ben posteriore calendario gregoriano (promulgato nel 1582). Come matematico fu chiamato al centro studi di Merv dove si applicò all’algebra e alla soluzione delle equazioni cubiche; qui affrontò anche le difficoltà poste dal V postulato di Euclide e dimostrò, inconsapevolmente, alcune proprietà delle geometrie non-euclidee. Come poeta,  ci ha lasciato svariate centinaia di «Rubaiyyát» ossia Quartine, versi di grande bellezza e semplicità, di tono  a volte ironico, a volte sarcastico, che da sole bastano a garantirgli l’immortalità.


Omàr Khayyàm
dalle Quartine

O tu, la cui guancia è ricalcata sulla rosa,
e il cui volto è fuso nel metallo
delle bellezze eteree della Cina!
O tu, il cui languido sguardo posa
e dà  scacco al re di Babele, senza cavallo
né alfiere né pedone né regina!

Poiché questa vita e lo dimostro,
altro non è che la scacchiera vaga
d’ una partita a scacchi complicata:
le case bianche è chiaro sono i giorni
e le nere rispecchiano le notti;
e davanti al tavoliere sta il Destino
nelle cui mani siamo i  pezzi inermi
ch’egli manovra a sua sola discrezione
e  senz’ ordine alcuno toglie e getta
nella scatola del Nulla senza nome.


Aforismi, frasi celebri , frammenti

- Vivi pienamente mentre puoi e non calcolarne il prezzo.

- Se gli amanti del vino e dell’amore vanno all’inferno...allora il paradiso dev’essere vuoto!

- Non farti illusioni riguardo alla tua ricchezza e alla tua bellezza, la prima puoi perderla in una notte, la seconda con una semplice febbre

- A nessuno chiesi la vita. Mi sforzo di accettare senza giubilo né collera tutto ciò che essa offre. Partirò senza domandare nulla al prossimo riguardo alla  mia curiosa permanenza in questo mondo.

- Dato che ignori ciò che ti riserva il domani, sforzati di essere felice oggi. Prendi una coppa di vino, siediti alla luce della luna e bevi pensando che domani forse essa può cercarti invano.

- Tra la fede e l’incredulità c’è un soffio; tra la certezza e il dubbio anche un soffio. Rallegrati del soffio presente in cui vivi, dato che la vita stessa sta tutta in un soffio che svanisce.

- Che meschino il cuore che non sa amare! Se non sei innamorato come puoi godere dell’abbagliante luce del sole e del soave chiarore della luna.

- Lampade che si spengono, speranze che si accendono: ecco l’aurora; lampade che si accendono, speranze che si spengono: ecco la notte.

- Malgrado la felicità che mi ha dato non rimpiango il passato; è talmente profonda la dolcezza del presente!

- Non esitare a goderti la vita poiché presto o tardi dovrai lasciarla ( ma ciò non raccontarlo a nessuno!) Il fiammeggiante papavero una volta sfiorito non torna a sbocciare.

Il mercante di vino
Perché vendi il tuo vino mercante? Cosa possono darti in cambio?
Denaro? E cosa può darti il denaro?
Potere? Ma non sei padrone del mondo quando tieni tra le mani e brindi con una coppa?
Ricchezza? C’è forse qualcuno più ricco di te che nella coppa hai oro, perle, rubini e...sogni?
Amore? Non senti ardere abbastanza il sangue nelle vene quando accosti la coppa alle tue labbra?
Ma sì, tutto possiede il vino!  e allora dimmi mercante perché lo vendi?
Se non si trattasse di pazzia, avresti cura
della tua vita presente come il ragno della sua tela.
E a che scopo, quando nessuno sa se l’alito che inala
può tornare alla fonte donde fu aspirato?
Ieri ha già disposto dell’oggi la triste sorte
e il silenzio e  il trionfo e il dolore del  domani
Bevi! poiché non sai quando e perché sei nato
e ignori il sito cui sei stato predestinato!


Treviglio, febbraio 2010








Traduzione dallo spagnolo (testi vari) e adattamento in versi

di Nazario Menato

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Pubblicato il: 2010-02-24 (1170 letture)

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