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07.06.09 - LeBron James non stringe la mano di chi l'ha sconfitto
Come lo capisco



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO TEDOLDI

La NBA ha multato LeBron James per il comportamento tenuto dopo la sconfitta dei suoi Cleveland Cavaliers con gli Orlando Magic. Era il 31 maggio, la partita era valida come gara 6 della finale Est, e perdendo i Cavaliers non hanno potuto andare a disputare la finale per il titolo NBA 2009.
La sanzione inflitta a LeBron è stata di 25000 dollari americani, circa 20000 euro, e secondo il gran capo della NBA, David Stern (riportato dalla Gazzetta dello Sport del 6 giugno) il giocatore «ha riconosciuto di aver sbagliato, e si scusa soprattutto con i giovani per i quali è un modello».
Ma cosa ha fatto di tanto grave LeBron? Be', dopo la partita persa, è scappato via dal campo senza celebrare i consueti riti della stretta di mano agli avversari e della conferenza stampa a caldo.
La spiegazione del suo gesto l'hanno riportata le agenzie di mezzo mondo: «Per me è dura congratularmi con chi mi ha appena battuto. Io sono un lottatore, un vincente. Non ha senso per me andare a stringere la mano di chi mi ha appena battuto».
Non è un granché come gesto sportivo. Anzi, non lo è affatto. È stato un atto sconsiderato e diseducativo e ha fatto bene la NBA a multarlo e a riportarlo all'ordine, costringendolo anche a fare pubblica ammenda.
Però... accidenti se capisco Lebron!
Nel mio piccolo di giocatore di scacchi, quando perdo passo dei minuti in cui avrei solo voglia di masticare la carotide del mio avversario. Dargli la mano? Figuriamoci! Me la mozzicherei a morsi, la mano, piuttosto!
Va considerato che la stretta di mano è stata inserita dalla FIDE, la Federazione internazionale degli scacchi, nel regolamento del gioco da torneo, e che quindi va effettuata. In più è buon uso, dopo la partita, che i due avversari si trasferiscano in sala analisi per riguardare le mosse e valutare le alternative. E io... argh, tutto vorrei tranne analizzare il mio evidente fallimento!
Ok, dopo pochi minuti mi passa. Ridivento un essere umano civile. Con il mio avversario vado perfino ad analizzare – che tra l'altro mi è anche utile per imparare qualcosa e capire dove il mio gioco è stato di cattiva qualità.
Ridivento conscio del fatto che, se voglio far funzionare l'Operazione Tedoldi (ovvero «come una schiappa quarantenne può raggiungere la forza di gioco dei tornei internazionali») non devo sprecare le occasioni di migliorare che mi si presentano. Ne ho scritto ormai diverse volte in questo blog.
Anche Lebron, dopo qualche minuto, è ridiventato un essere umano civile.
Nell'immediato, però, ha pensato all'anno scorso, quando Cleveland perse la semifinale Est da Boston che poi sarebbe andata a conquistare il titolo NBA 2008. E ha ripensato a 2 anni fa, quando ha perso in finale da San Antonio il titolo 2007.
Arrivi lì, a un pelo dall'obiettivo, e lo manchi. Una, due, tre volte. Ma porc...!
Una soluzione c'è: mettere giù il crapone e cercare di migliorare. Così i risultati vengono.


Caravaggio, 07.06.09








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2009-10-28 (420 letture)

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