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21.11.07 - Gorgonzola 2007
Il mio miglior torneo in carriera... finora



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO TEDOLDI

Nei 2 week end del 10-11 e del 17-18 novembre sono stato a Gorgonzola, dove ho partecipato al 12° festival scacchistico internazionale del Naviglio Martesana. Per chi è interessato, i risultati sono stati pubblicati nel web (tra l'altro) sul forum it.hobby.scacchi.
Io ho disputato il torneo D, quello meno forte, sono arrivato 7° con 3,5 punti su 6 partite, ho guadagnato 21 punti Elo. Nel prossimo aggiornamento delle classifiche federali di punti Elo dovrei averne 1449, il mio massimo in carriera – all'obiettivo che mi sono posto con l'Operazione Tedoldi, ovvero arrivare alle soglie della forza internazionale conquistando i 2000 punti Elo, me ne mancano solo 551...
È stato un torneo intenso. Ci sono arrivato che ero un certo tipo di giocatore (strategico, un po' passivo, attendista) ne sono uscito con un'altra impostazione: strategico, attivo, con l'ambizione di fare la partita.
Il cambiamento, che sospetto essere prima psicologico che tecnico, è avvenuto nella settimana tra il primo e il secondo week end del torneo. Delle prime 3 partite ne ho pattate 2 e ne ho persa 1 contro colui che sulla carta è stato l'unico giocatore con meno Elo di me che ho incontrato: io avevo 1428, lui, Sergio Fornari, 1418.
È stata una sconfitta che mi ha lasciato particolarmente sconcertato. Fornari l'avevo già incontrato 2 volte, mi ricordavo, e il bilancio era di 1 vittoria a testa. I suoi 1418 punti attuali sono un po' fasulli, nel senso che ha già provato a superare i 1500 e, dopo una scivolata avvenuta nei mesi scorsi, nei tornei dopo l'estate ha già ripreso quella novantina di punti che lo riporterà sopra la soglia della 3ª nazionale. La nostra partita è stata ricca di imprecisioni, e alla fine ha vinto lui secondo la massima scacchistica che «vince il penultimo errore». Ma affinché vincessi io l'ultimo errore che lui doveva commettere doveva essere decisamente grave, perché il mio gioco è stato passivo e dimesso. Troppo.
Usando una metafora calcistica, per vincere bisogna fare goal, e per fare goal bisogna arrivare nei paraggi della porta; io ho trascorso tutta la partita nei miei 20 metri difensivi. Impossibile segnare in quelle condizioni.
Così, nei giorni precedenti il secondo week end, ho analizzato al computer con Fritz e ho giocato su Yahoo. Ho sperimentato un atteggiamento più propositivo. Per Fritz non è cambiato niente: schiappa ero e schiappa sono rimasto. Su Yahoo, invece, non ho più perso.
Poi ho giocato le ultime 3 partite di Gorgonzola, e ne ho vinte 2 pareggiandone 1.
Soprattutto l'ultima partita mi è sembrata significativa. L'avversario era Pierluigi Manfredotti, e l'analisi di Fritz mi dà in vantaggio a partire dalle prime fasi dell'apertura malgrado poi la partita si sia risolta a mio favore dopo oltre 3 ore di lotta e 44 mosse. A prima vista la posizione è sempre rimasta bloccata, con una specie di trincea di pedoni a spezzare in due parti la scacchiera impedendo sia ai miei pezzi sia ai suoi di sfondare. Ma la differenza l'ha fatta l'atteggiamento. Io sono stato in costante «spinta», mentre il mio avversario cercava manovre più profonde; ciò mi ha permesso di prendere il tempo dell'apertura della colonna decisiva, e proprio per quello sono stato io a passare e non lui.
Tra l'altro in quella partita c'è un'analisi di Fritz che rimarca quanto ormai siano disumani i software scacchistici. Tiziano Paravella, un forte 1ª nazionale, nel post partita ha analizzato un ingresso della donna di Manfredotti dietro le mie linee che sembrava devastante. Ma Fritz ci ha messo pochi secondi a confutarlo. I miei problemi durano al massimo 6 mosse, ovvero fino all'esaurimento degli scacchi provocati dalla donna (e dei miei pedoni in presa). Da quel momento, io posso dare matto imparabile in 2 mosse.
In partita, né io né Manfredotti avevamo visto niente di tutto ciò. Ma ci siamo divertiti lo stesso.


Caravaggio, 21.11.2007








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2009-10-27 (419 letture)

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