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05.09.07 - Intervista a Marcello Sala
Ricominciare, e vincere, a 50 anni



Eccovi il diario di bordo dell'avventura scacchistica più eccitante di sempre: come partire da un Elo pari a 0 per raggiungere alfine (non importa quando) quota 2000. Riuscirà il nostro eroe a coronare quest'impresa dal sapore donchisciottesco? Rimanete aggrappati con tutte le vostre forze a questa rubrica e lo scoprirete. [SML]


di GUIDO TEDOLDI

Il torneo di scacchi che si è svolto a Bratto dal 23 al 31 agosto era in effetti articolato su 4 tornei. E il torneo C, riservato a giocatori di categoria nazionale con Elo inferiore a 1700 punti, è stato vinto a mani basse da Marcello Sala.
Su 8 partite ha vinto da schiacciasassi le prime 6, e poi ha lasciato qualche briciola agli avversari pattando le ultime 2.
Parlo di Sala perché anche lui, a 50 anni d'età, ha cominciato una specie di «Operazione Tedoldi». Solo che, mentre la mia ha l'obiettivo di verificare se una schiappa totale (io) cominciando a 40 anni può raggiungere la soglia dei 2000 punti di Elo che costituiscono più o meno il livello di forza internazionale, quella di Sala è ben più ambiziosa: non si accontenta dei 2000 punti, anche se non dichiara a quale tetto voglia arrivare.
Peraltro Sala è un po' pessimista riguardo le mie possibilità di successo, mentre per quanto riguarda le sue ritiene che siano ragionevolmente fondate. Nel corso dell'intervista che gli ho fatto a Bratto mi ha detto: «Io i primi tornei li ho fatti a 15 anni, nel corso di quel 1972 che fu l'anno della grande sfida per il titolo mondiale tra Bobby Fischer e Boris Spasskij. E rapidamente ho conquistato la 2ª categoria nazionale, il che faceva dire ai dirigenti del mio circolo, il Csb di Bergamo, che ero una promessa. Poi ho smesso di giocare, ma quel livello l'ho ritrovato abbastanza agevolmente quando ho ricominciato poco tempo fa. Tu parti da NC, non classificato, senza un passato di tornei fatti in gioventù. La vedo molto più dura».
Sala ha ricominciato con gli scacchi a maggio di quest'anno, elaborando un sistema di allenamento che non vuol rivelare ma che sta dando i suoi frutti: oltre alla vittoria di Bratto, in luglio ha partecipato al torneo Open internazionale di Bergamo giungendo 2°/4° nella sua categoria.
In totale quest'anno ha giocato 14 partite, riportando 11 vittorie, 2 patte e 1 sola sconfitta. Tradotto in punteggio Elo significa che, dalla sua base di partenza di circa 1690 punti corrispondenti alla 2ª nazionale, ne ha guadagnati circa 140 e nella prossima revisione delle liste Elo dovrebbe avere circa 1830 punti e quindi essere 1ª nazionale.
Questo per quanto riguarda l'Elo italiano.
Considerando solo gli avversari che ha incontrato con l'Elo internazionale, il suo livello dovrebbe essere intorno ai 1950 punti.
Tutto ciò grazie al suo personale metodo di allenamento, che è ancora in evoluzione: «Sto facendo ancora degli esperimenti – dice Sala – e oltre alla preparazione puramente scacchistica tengo conto anche degli elementi esterni, come quelli atletici. Sto anche facendo esperimenti riguardo all'alimentazione, controllando per esempio se bere una birra o meno durante il pasto precedente la partita influisce sulla mia prestazione. Una cosa che ho verificato è l'utilità degli integratori contenenti vitamina B, l'acido folico, per uno sport come gli scacchi che impegna molto il cervello».
Ma oltre al conseguimento di risultati agonistici, Sala aveva in mente un'altra cosa quando ha ricominciato con gli scacchi: «Non volevo arrivare a essere vecchio avendo perso le mie facoltà mentali, come succede a molte persone. E in questo senso ho verificato che gli scacchi funzionano. Mi sembra evidente che con la pratica le mie prestazioni siano migliorate, e non solo nello specifico degli scacchi ma anche nel contesto più generale della mia vita».
E questo è uno dei benefici profondi dello sport. Oltre un certo livello, quello delle molte ore quotidiane di applicazione, la questione è «cosa posso dare allo sport per migliorare la mia prestazione». Ma quello è il livello dei professionisti. Per i dilettanti (nel senso proprio che si «dilettano») la questione è «cosa lo sport può fare per me, per migliorare la mia vita». Io e Marcello Sala, mi pare, siamo in quei dintorni lì. I dilettanti resi migliori dalla pratica sportiva.


Caravaggio, 05.09.2007








Guido Tedoldi

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Pubblicato il: 2009-10-26 (521 letture)

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